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La Piazza Garibaldi

tragitto da compiere a piedi

La prima sorpresa per chiunque arrivi a Cetona è trovare un piccolo paese di provincia con una piazza così grande: Piazza Garibaldi è il sogno di un uomo: Gian Luigi Vitelli detto Chiappino. Nominato Marchese di Cetona da Cosimo I dei Medici, Chiappino, vestiti i panni del buon governatore s’apprestò “a provvedere alle faccende pubbliche et private”. Tra i primi atti compiuti fece una revisione dei libri delle Compagnie Laicali di Cetona accorgendosi che Donna Antea Cioli, morendo nel 1555, aveva lasciato molti suoi beni per l’edificazione di un Monastero di Monache ma che di tale edificio, a distanza di 5 anni, non s’era posta nemmeno la prima pietra. Decise allora di erigerlo egli stesso. Il terreno c’era, faceva parte del lascito, “un pezzo di terra a Campo Contile.

Già erano stati innalzati i primi muri quando intervenne il Vescovo di Chiusi che s’oppose alla costruzione di un Monastero fuori dal paese. Fu deciso, allora, di spostare la costruzione fra le vecchie mura della Rocca e le nuove mura di Capperone mentre l’edificio iniziato sarebbe stato trasformato in residenza della famiglia Vitelli.

 

Fuori della “Porticciola” fino ad allora erano solo campi e la Chiesa di San Michele Arcangelo Allcune fonti ci indicano che la Chiesa fu eretta nel 1155 dal vescovo chiusino Uberto, che il 28 settembre di quell’anno la dedicò ai Santi Michele, Giacomo e Filippo, Quirico e Cecilia. Oggi la Chiesa è nascosta fra le case, in un angolo della Piazza. La facciata, come l’interno, non conserva che poche tracce della sua antichità avendo subito notevoli rifacimenti ed aggiunte nella seconda metà del 1600. Di pregio è una statua ligne del 1300 raffigurante la Madonna delle Grazie che si conserva nell’altare della navata destra.Trovata, secondo una leggenda, in un anfratto roccioso aperto alla sommità della Rocca durante un uragano, i cetonesi vollero ricordare l’evento ricollocando una statua sulla balza rocciosa che sovrasta la Chiesa Collegiata. Tornando sulla Piazza è difficlie riconoscere l’antico Palazzo Vitelli che non presenta esternamente alcun pregio architettonico.

Si trova sulla sinistra, subito dopo il bar ed il vicoletto sormontato da grazioso arco. Unico indizio riconducibile alle sue origini è il chiostro tuttora presente al suo interno. Sul lato opposto della piazza, quasi di fronte al Palazzo Vitelli, era la Chiesa della SS. Annunziata, oggi sala mostre comunale, ove aveva sede la più potente confraternita di Cetona.  Sull’altare maggiore si conserva un’Annunciazione datata 1656 ed alle pareti enormi tele raffiguranti nell’ordine (entrando a sinistra) il transito della Madonna, la presentazione di Gesù al Sommo Sacerdote, l’Adorazione di Magi; (proseguendo a destra) adorazione di Angeli alla Madonna, adorazione di pastori, Assunzione al cielo della Madonna. L’edificio che si trova a destra della Chiesa faceva parte dello stesso complesso e ne richiama l’architettura esternamente. Sempre sul lato destro della piazza, al limitare degli edifici, s’apre un loggiato, progettato dal Vitelli, assieme ad altro gemello, per accogliere chi arrivava a Cetona dall’antica strada delle Carbonaie. Questo, pur rimaneggiato, è ancora visibile, mentre l’altro è rimasto inglobato nelle fondamenta del palazzo Gigli, una lapide ci ricorda che fu ospitato Giuseppe Garibaldi in occasione di una sua visita a Cetona.